Una storia d’amore tutta italiana

L’estate è qui e siamo pronti a partire. Il bello degli ebook è che non devi scegliere quanti libri mettere in valigia, il lettore ne contiene a centinaia. Per le vacanze abbiamo pensato a un romanzo che è sì una storia d’amore, ma non una storia d’amore tradizionale.

ti preparerei la cioccolataFuori da ogni cliché, Silvia Dal Martello, scrittrice bassanese, con Ti preparerei la cioccolata ci regala un romanzo con protagonisti concreti, reali.

La loro è una storia tanto appassionante quanto plausibile e si svolge nella nostra bellissima Italia. Per saperne di più, seguite l’intervista che ci ha regalato.

Sembra che questo romanzo sia il tuo vero esordio, anche a livello personale. Non avevi davvero mai scritto nulla prima?
A parte lettere di protesta ai giornali, i verbali delle riunioni dei vari comitati scolastici e qualche racconto quando ero giovane direi proprio di no! Io scrivo tanto “in testa”. Questo libro e quello che sto elaborando ora, a livello di scrittura si sviluppano velocissimamente perché, come dire, quando mi metto al computer sono un fiume in piena. Invece per sapere “cosa” e “come” ci possono volere anche settimane.
 
Come mai è ambientato in Val di Funes?
La mia famiglia ed io abbiamo trascorso le vacanze estive ininterrottamente in questa valle per 14 anni, sospendendo l’anno scorso per motivi organizzativi (un figlio all’estero e l’arrivo del cane….). Ci siamo capitati per caso, su suggerimento di un amico esperto di montagna: cercavamo un posto tranquillo per portare in particolare la mia secondogenita che soffriva di asma e che non aveva trovato grande giovamento al mare. Adoriamo quei posti e la gente è sempre gentile e ospitale, possiamo anche dire che sono davvero nate delle reali amicizie. Non è una valle famosissima, quindi non c’è il turismo di massa di altri posti vicini. Il silenzio, le Odle, i sapori sono unici. Ogni tanto prendiamo l’auto e andiamo a camminare e torniamo davvero ricaricati. Uno dei sogni della mia vita è quello di avere proprio una casa là, dove porter vedere le stelle di sera e sentire il silenzio. Sai che ormai non ci sono più abituata a sentire il silenzio?
Qual è stata la parte più difficile da scrivere?
Sai che non lo so? A parte che l’ho scritto nel 2003…. Ma ricordo che, come dicevo prima, è stata molto scorrevole l’elaborazione, non ci sono stati “intoppi”.
Qual è il personaggio a cui se più legata?
A tutti e a nessuno. Forse Sara  mi assomiglia un po’. Chi mi conosce trova dei tratti caratteriali simili. Una mia amica ci ha visto il rapporto unico che avevo con mio nonno e quello un po’ complicato con mia madre. 
La tua famiglia, i tuoi figli, che ne pensano del tuo exploit da scrittrice?
A parte che prima di dire che sono scrittrice ce ne vuole, nonostante il mio editore lo sostenga… Sembrano contenti, forse persino sorpresi. 
Sono stati loro i tuoi primi lettori?
No, sono state due amiche a cui il libro è dedicato: in quel momento loro mi hanno dato la carica. Una delle due leggeva i pezzi man mano che li scrivevo, l’altra l’ha letto tutto d’un fiato e ricordo ancora la sua telefonata alla fine. E’ infermiera e mi stramaledisse perché pur di finirlo non era riuscita a dormire dopo aver smontato notte e non era più riuscita a recuperare il sonno!
Che consigli daresti a chi ha paura di far leggere il proprio romanzo nel cassetto?
Di mandarti una mail… e non smettere di sognare.
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Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.

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